Carciofi alla giudia

I carciofi alla giudia sono uno dei piatti simbolo della cucina ebraico-romanesca: pochi ingredienti, tecnica precisa e un risultato che conquista al primo morso. Croccanti fuori, teneri dentro, dorati e profumati, rappresentano l’esempio perfetto di come la semplicità possa diventare eccellenza.

Il segreto? I carciofi romaneschi, detti anche mammole, e una frittura fatta come si deve.

carciofi

Ingredienti

  • Carciofi romaneschi (mammole/cimaroli)
  • Limone
  • Olio extravergine d’oliva
  • Sale
  • Pepe

Procedimento

Pulisci i carciofi eliminando le foglie esterne più dure fino ad arrivare al cuore tenero. Accorcia il gambo lasciandone solo una piccola parte e rifila la base.

Lavali sotto l’acqua corrente e strofinali subito con il limone, sia all’esterno che sulle parti tagliate: in questo modo non anneriscono.

A questo punto apri delicatamente i carciofi con le mani, battendoli leggermente sul piano di lavoro per far allargare le foglie e ottenere la classica forma “a fiore”.

Scalda abbondante olio extravergine d’oliva in una casseruola dai bordi alti e porta la temperatura a 120°C. Fai cuocere i carciofi per una decina di minuti: questa prima frittura dolce serve a renderli morbidi all’interno. Girali di tanto in tanto finché risultano teneri.

carciofi prima frittura

Scolali dall’olio, lasciali riposare per qualche minuto, poi aprili bene aiutandoti con una forchetta.

Porta quindi l’olio a 160°C e immergi nuovamente i carciofi a testa in giù: la seconda frittura è quella decisiva, che li fa aprire completamente e li rende dorati e croccantissimi.

carciofi seconda frittura

Scolali su carta assorbente e completa con sale e pepe.

 

Un piatto antico, autentico, che racconta Roma in ogni foglia croccante 💛

carciofi alla giudia

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